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Holding in Romania: fiscalità e opportunità per le imprese italiane 

  • Agosto 6, 2026
holding in Romania

Holding in Romania? Perché sempre più imprenditori italiani la scelgono come base operativa 

Negli ultimi anni la Romania si è affermata come una delle destinazioni più interessanti per gli imprenditori italiani che desiderano espandere il proprio business nell’Europa orientale. Oltre a offrire una fiscalità competitiva e costi operativi contenuti, il Paese rappresenta oggi un contesto favorevole anche per la costituzione di holding, strumenti sempre più utilizzati per organizzare gruppi societari, gestire partecipazioni e pianificare lo sviluppo internazionale. 

Costituire una holding in Romania, tuttavia, non significa semplicemente beneficiare di un’imposizione fiscale più vantaggiosa. La scelta deve essere inserita all’interno di una strategia di lungo periodo, che tenga conto della governance del gruppo, della gestione dei dividendi, delle convenzioni contro la doppia imposizione e dei requisiti di sostanza economica richiesti dalle normative europee e italiane. 

Per molte imprese italiane, una holding rumena può rappresentare un’opportunità per coordinare investimenti, facilitare l’espansione verso i mercati dell’Est Europa e rendere più efficiente la gestione societaria. Tuttavia, perché la struttura produca reali benefici, è fondamentale che venga progettata nel rispetto delle disposizioni fiscali e societarie applicabili, evitando il rischio di contestazioni come l’esterovestizione. 

In questo articolo analizziamo come funziona una holding in Romania, quali vantaggi può offrire alle imprese italiane e quali aspetti valutare prima di scegliere questa giurisdizione come base per la crescita internazionale del proprio gruppo societario. 

Cos’è e come funziona una holding in Romania 

Una holding in Romania è, nella maggior parte dei casi, una società a responsabilità limitata (SRL) che detiene partecipazioni in una o più società operative, italiane o rumene, con funzione di governance, controllo e ottimizzazione dei flussi finanziari del gruppo. 

A differenza di altre giurisdizioni, la Romania non prevede una legge speciale dedicata alle holding, ma vi si applicano le regole generali del Codice Fiscale, che risultano già competitive per chi le struttura correttamente. È anche per questo che la Romania viene scelta sempre più spesso rispetto a piazze finanziarie più “blasonate”: nessun regime ad hoc da monitorare nel tempo, una comunità imprenditoriale italiana già consolidata sul territorio e l’appartenenza all’Unione Europea, che semplifica l’applicazione delle direttive comunitarie su dividendi e interessi. Questo significa che: 

  • non serve un veicolo giuridico dedicato, perché la stessa forma societaria (SRL) usata per una società operativa può fungere da holding; 
  • il regime fiscale è quello ordinario delle società rumene, con le esenzioni previste dalla participation exemption al ricorrere di determinate soglie di partecipazione; 
  • non ci sono vincoli di residenza per soci e amministratori, che possono risiedere anche in Italia, purché la sede di direzione effettiva della holding sia coerente con quanto dichiarato. 

Proprio quest’ultimo punto è centrale: senza una gestione realmente rumena (decisioni, contabilità, eventuale personale), una holding rischia di essere considerata fiscalmente residente in Italia, con conseguenze dirette sull’esterovestizione societaria e sulla perdita dei benefici descritti. 

I numeri che fanno davvero la differenza per un gruppo societario 

Il vantaggio principale di una holding in Romania riguarda il trattamento di dividendi e plusvalenze tra società del gruppo, oltre a un’aliquota societaria ordinaria competitiva rispetto alla media europea. Per un gruppo che sceglie di reinvestire gli utili invece di distribuirli subito, la differenza rispetto a una struttura interamente italiana si misura in punti percentuali che, su un orizzonte pluriennale, si traducono in capitale aggiuntivo per la crescita. 

Il punto di svolta riguarda proprio i dividendi: dal 1° gennaio 2026 la ritenuta domestica rumena sui dividendi è salita al 16% (prima era al 10%), applicata a chi non rientra nelle esenzioni previste dalla participation exemption o da una convenzione bilaterale. È esattamente qui che si vede la differenza tra una holding strutturata correttamente e una improvvisata: sotto le soglie di esenzione, il flusso di dividendi resta protetto; senza pianificazione, sconta invece l’aliquota piena. 

Un’ultima distinzione utile: questi vantaggi riguardano i dividendi generati dalle partecipazioni della holding, non il fatturato prodotto da un’eventuale attività operativa in Romania, che segue il regime delle microimprese con regole proprie. Vale la pena confrontare anche la pressione fiscale in Romania nel suo complesso, per capire dove collocare le diverse attività del gruppo. 

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Fiscalità di una holding rumena: quadro riepilogativo 

VOCE  TRATTAMENTO FISCALE   CONDIZIONE 
Imposta sul reddito delle società  Aliquota ordinaria del 16%  Applicata al profitto imponibile della società 
Dividendi tra società rumene  Esenzione dall’imposta sui dividendi  Partecipazione diretta di almeno il 10%, detenuta ininterrottamente per almeno un anno, oltre agli altri requisiti previsti 
Dividendi intra-UE (Direttiva Madre-Figlia)    Possibile esenzione dalla ritenuta   Requisiti della Direttiva Madre-Figlia, tra cui partecipazione minima del 10%, durata del possesso e assoggettamento all’imposta societaria 
Plusvalenze da cessione partecipazioni  Possibile esenzione  Partecipazione di almeno il 10% detenuta per almeno un anno in una società rumena o residente in uno Stato con convenzione contro le doppie imposizioni 

Come si struttura una holding all’estero senza commettere errori 

Costituire una holding in Romania è un processo relativamente rapido dal punto di vista amministrativo, ma richiede attenzione a una serie di passaggi che condizionano la solidità della struttura nel tempo. 

  1. Scegli la forma societaria: nella quasi totalità dei casi la SRL è la soluzione più adatta, per costi di gestione contenuti e flessibilità statutaria. 
  2. Definisci il capitale sociale: dopo le modifiche normative più recenti, alcune società con fatturato elevato sono tenute ad adeguare il capitale minimo; per una holding di nuova costituzione conviene comunque partire da un capitale coerente con l’operatività prevista, non solo simbolico. 
  3. Registra la società presso il Registro del Commercio (ONRC): la procedura è in gran parte digitale e il certificato di registrazione viene tipicamente rilasciato entro pochi giorni lavorativi dal deposito completo del fascicolo. 
  4. Attiva la posizione fiscale presso l’ANAF: passaggio necessario per ottenere il codice fiscale ed eventualmente la registrazione VIES per le operazioni intracomunitarie. 
  5. Garantisci la sostanza economica della struttura: sede reale, gestione documentata, decisioni assunte in Romania. È il punto su cui si concentrano i controlli, sia rumeni sia italiani. 

          Chi valuta questa strada spesso lo fa nell’ambito di un progetto più ampio di internazionalizzazione aziendale, e prima di scegliere la Romania come base può essere utile confrontarla con altre opportunità, a partire da chi valuta di investire in Romania con un progetto operativo più ampio della sola holding. 

          Enalo Capital, il partner per strutturare una holding tra Italia e Romania 

          Una holding in Romania può generare vantaggi reali, ma solo se la struttura è pensata fin dall’inizio in coerenza con gli obiettivi del gruppo e con le regole di sostanza economica richieste da entrambi i Paesi. 

          Enalo Capital affianca imprenditori italiani nella valutazione, costituzione e gestione di strutture holding in Romania, con un supporto che comprende: 

          • Analisi preventiva della struttura di gruppo più adatta al progetto. 
          • Verifica delle condizioni per accedere alle esenzioni fiscali descritte in questo articolo. 
          • Coordinamento con i consulenti locali per la costituzione e la gestione corrente della società. 

          Se stai valutando questa opzione, puoi richiedere direttamente una consulenza strategica con il team. 

          Glossario tecnico per la lettura 

          • SRL (Societate cu Răspundere Limitată). Equivalente rumeno della società a responsabilità limitata italiana, forma più utilizzata anche per le strutture holding. 
          • Participation Exemption (PEX). Regime che esenta o riduce la tassazione su dividendi e plusvalenze derivanti da partecipazioni qualificate, al ricorrere di soglie minime di possesso e durata. 
          • ONRC. Registro del Commercio rumeno, l’ufficio presso cui si registra formalmente una società, incluse le holding. 
          • Sede di direzione effettiva. Luogo in cui vengono assunte le decisioni strategiche e gestionali di una società, elemento chiave per stabilirne la residenza fiscale reale. 
          • Esterovestizione. Situazione in cui una società formalmente estera viene considerata fiscalmente residente in Italia perché la sua gestione effettiva avviene sul territorio italiano. 


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