Quali sono le regole fiscali che determinano la tassazione dei dividendi
Quando un’azienda genera utili, qual è il modo più efficiente per distribuirli ai soci? E quanto incide davvero la tassazione sui dividendi nella pianificazione fiscale di imprenditori e investitori?
La distribuzione degli utili rappresenta uno dei momenti più delicati nella gestione societaria, perché implica una doppia valutazione: da un lato la sostenibilità finanziaria dell’impresa, dall’altro l’impatto fiscale per chi riceve i dividendi. Negli ultimi anni, inoltre, l’evoluzione normativa, sia a livello nazionale che internazionale, ha introdotto nuovi criteri e maggiore attenzione alla trasparenza e alla corretta allocazione dei redditi.
Capire come funziona la tassazione sui dividendi significa quindi non solo conoscere aliquote e modalità di calcolo, ma anche comprendere il contesto normativo in cui si inserisce, le differenze tra regimi fiscali e le opportunità di pianificazione. In questo articolo analizziamo come vengono tassati i dividendi, quali sono le principali novità e come strutturare in modo efficiente la distribuzione degli utili.
Come funziona la tassazione dei dividendi nel 2026
La tassazione che viene applicata sui dividendi, dipende sia dal soggetto percettore che dalla struttura societaria.
- Soci persone fisiche
I soci privati o l’imprenditore persona fisica che incassano i dividendi fuori dal regime d’impresa, provenienti da una SRL, sono soggetti a una ritenuta a titolo d’imposta pari al 26%.
La società che distribuisce l’utile agisce come sostituto d’imposta. Su un utile di 10.000 euro, l’azienda versa quindi 2.600 euro allo Stato e 7.400 al socio. Se consideriamo che la società paga l’IRES al 24% e l’IRAP a circa il 3,9% sugli utili prima di distribuirli, il prelievo fiscale complessivo sul valore generato può superare il 46%.
- Soci società di persone
Nel caso di società di persone come SNC o SAS, è prevista dalla normativa l’esclusione parziale del reddito che non viene tassato in capo alla società, ma attribuito ai soci in proporzione alle loro quote.
Lo scudo dell’esclusione parziale è necessario perché i soci devono pagare l’IRPEF sul reddito percepito, altrimenti il dividendo viene tassato tre volte: l’IRES sulla SRL, il reddito della SAS, infine l’IRPEF sul socio. Quindi in base alla normativa, solo una parte del dividendo deve essere dichiarata al fisco, mentre il resto è esente.
Al fine di bilanciare le vecchie aliquote IRES che in passato erano più alte, le percentuali di esenzione variano in base a all’anno in cui la società ha prodotto quell’utile:
- per gli utili prodotti fino al 2007 l’esenzione è al 60%
- per gli utili prodotti dal 2008 al 2016 l’esenzione è al 50,28%
- per gli utili prodotti dal 2017 in poi l’esenzione è al 41,86%.
- Società di capitali
In base all’art 89 del TIUR per le società di capitali come Holding o una SRL che detiene quote di un’altra SRL, il regime è estremamente favorevole, prevede infatti l’esclusione dal reddito del 95% dei dividendi. Ciò significa che solo il 5% dei dividendi percepiti concorre alla formazione del reddito imponibile IRES. Alla fine, il prelievo fiscale effettivo solo dell’1,2% sull’utile incassato.
Tale tassazione viene applicata anche di dividendi che arrivano da società estere.
L’importanza della pianificazione fiscale
Se vuoi evitare di dover pagare tasse troppo elevate e vuoi proteggere i tuoi guadagni, attraverso una corretta pianificazione fiscale puoi riuscire a ridurre la tassazione dei dividendi in modo legale.
Puoi ad esempio evitare la tassazione su dividenti evitando di distribuirli e utilizzandoli invece per fare investimenti o autofinanziare la tua azienda.
La cosa fondamentale è agire sempre nel rispetto della normativa e in piena trasparenza.
Le autorità fiscali esercitano infatti rigidi controlli. I dividendi che provengono da paesi a fiscalità privilegiata inseriti nella cosiddetta “Black-List” sono soggetti a regole molto più stringenti che possono portare alla tassazione del totale dell’importo e anche al pagamento di sanzioni nel caso in cui non si riesca a dimostrare l’esistenza di una reale società all’estero.
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Glossario tecnico per la lettura
- IRES. Imposta sul Reddito delle Società e degli enti commerciali residenti in Italia. Ha un’aliquota ordinaria del 24%, disciplinata dal TUIR.
- IRPEF. Imposta sul Reddito delle Persone Fisiche residenti in Italia. È un’imposta progressiva, con aliquote crescenti in base al reddito complessivo.
- IRAP. Imposta Regionale sulle Attività Produttive si applica al valore della produzione netta generata dalle imprese sul territorio regionale. È dovuta indipendentemente dall’utile realizzato.
- TUIR. Testo Unico delle Imposte sui Redditi, è il principale riferimento normativo del sistema fiscale italiano e disciplina la tassazione dei redditi di persone fisiche e società.
