Quali sono i requisiti per accedere all’imposta sul fatturato all’1% in Romania
È davvero possibile pagare solo l’1% di imposte sul fatturato restando all’interno dell’Unione Europea? E cosa è cambiato nel 2026 per le imprese che vogliono accedere a questo regime?
Negli ultimi anni, la Romania si è affermata come una delle giurisdizioni più interessanti per gli imprenditori che puntano a un’espansione internazionale efficiente e conforme. Con la riforma entrata in vigore nel 2026, il regime delle microimprese è stato ulteriormente semplificato: oggi è prevista un’aliquota unica dell’1% sul fatturato, che sostituisce il precedente sistema a più livelli.
Questa modifica rende il sistema fiscale più chiaro e prevedibile, ma allo stesso tempo introduce requisiti più stringenti per poter beneficiare dell’agevolazione. Non si tratta quindi di un vantaggio automatico, bensì di uno strumento da utilizzare all’interno di una pianificazione strutturata.
Comprendere come funziona l’imposta dell’1% in Romania significa analizzare non solo l’aliquota, ma anche le condizioni di accesso, i limiti operativi e le implicazioni strategiche per il business. In questo articolo vedremo quando si applica, a chi conviene davvero e come sfruttarla in modo corretto per ottimizzare la fiscalità senza rischi.
Come funziona l’imposta dell’1% sul fatturato in Romania?
Il regime delle microimprese in Romania prevede un sistema di tassazione estremamente semplificato: invece di calcolare le imposte sull’utile, come avviene nella maggior parte dei Paesi europei, l’azienda paga un’imposta pari all’1% direttamente sul fatturato generato. Questo significa che la base imponibile non è data dal profitto (ricavi meno costi), ma dai ricavi complessivi dell’impresa. Il calcolo è quindi immediato e consente una maggiore prevedibilità fiscale, poiché l’imposta è proporzionale al volume d’affari e non risente delle dinamiche di costo.
Dal punto di vista operativo, l’imposta viene generalmente versata con cadenza periodica nel corso dell’anno, secondo le scadenze previste dalla normativa locale. Questo permette alle imprese di pianificare con maggiore precisione i flussi finanziari e di evitare sorprese in fase di chiusura del bilancio.
Tuttavia, proprio perché si applica sul fatturato, questo regime può risultare particolarmente vantaggioso per attività con margini elevati, mentre può essere meno efficiente per business caratterizzati da costi operativi significativi. Per questo motivo, la scelta di adottarlo deve essere sempre valutata in funzione del modello di business e degli obiettivi dell’impresa.
Regime microimprese 2026: requisiti e condizioni per accedere all’aliquota dell’1%
Per poter applicare l’imposta dell’1% sul fatturato, le imprese devono rispettare una serie di requisiti specifici stabiliti dalla normativa rumena. Non tutte le società possono accedere automaticamente a questo regime: è necessario rientrare entro determinati limiti e soddisfare precise condizioni operative.
| REQUISITO | DESCRIZIONE |
| Soglia di fatturato | Il fatturato annuo aziendale non deve superare i 100.000 euro |
| Occupazione | L’azienda deve avere almeno un dipendente assunto a tempo pieno a cui paga i contributi, con salario lordo minimo mensile di 872 euro |
| Assetto societario | Il capitale sociale della società deve essere di proprietà privata |
| Limiti di Partecipazione | Un socio che detiene oltre il 25% delle azioni può possedere una sola microimpresa |
| Stato Giuridico | L’impresa deve essere attiva e non in fase di dissoluzione o liquidazione |
| Compliance Fiscale | Obbligo di presentazione tempestiva delle dichiarazioni finanziarie annuali alle autorità fiscali |
È necessario sottolineare che il rispetto di questi criteri è fondamentale non solo per accedere all’aliquota dell’1%, ma anche per evitare la riclassificazione automatica nel regime ordinario che prevede una tassazione sull’utile al 16%.
In questo caso l’azienda dovrebbe sopportare un carico fiscale e burocratico superiore, ma che giustificherebbe comunque la decisione di aprire una società all’estero, se consideriamo che in Italia gli imprenditori devono pagare l’IRES al 24%, a cui va aggiunta anche l’IRAP.
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Se decidi di aprire o acquisire un’azienda in Romania, oltre al risparmio fiscale puoi contare su una giurisdizione efficiente e moderna, costi operativi ridotti e piena appartenenza al mercato dell’Unione Europea.
La burocrazia è più snella rispetto a quella italiana, per costituire un’azienda sono sufficienti tra 5 e 7 giorni e anche i rapporti con l’amministrazione finanziaria sono semplificati dalla digitalizzazione dei sistemi.
Se vuoi investire in Romania per beneficiare dei vantaggi di questa giurisdizione dovrai agire nel pieno rispetto delle normative italiane e internazionali, per evitare il rischio di sanzioni o contestazioni di esterovestizione societaria.
Per dimostrare che la tua società in Romania è reale e operativa, dovrai:
- disporre di una sede legale e operativa effettiva sul territorio rumeno;
- assumere almeno un dipendente locale, condizione imprescindibile per accedere all’aliquota agevolata dell’1%;
- affidarti a consulenti esperti che conoscano le convenzioni internazionali contro le doppie imposizioni.
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Glossario per la lettura
- IRES. Imposta sul Reddito delle Società e degli enti commerciali residenti in Italia. Ha un’aliquota ordinaria del 24%, disciplinata dal TUIR.
- IRPEF. Imposta sul Reddito delle Persone Fisiche residenti in Italia. È un’imposta progressiva, con aliquote crescenti in base al reddito complessivo.
- IRAP. Imposta Regionale sulle Attività Produttive si applica al valore della produzione netta generata dalle imprese sul territorio regionale. È dovuta indipendentemente dall’utile realizzato.
- Esterovestizione. Creazione di una società fittizia all’estero che opera di fatto in Italia.
