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Concordato preventivo e dipendenti: come garantire la continuità aziendale

  • Giugno 29, 2026

Quali tutele prevede la legge per i lavoratori quando l’impresa entra in procedura?

Quando un’impresa attraversa una situazione di crisi, una delle prime preoccupazioni riguarda il futuro dei lavoratori. I dipendenti rischiano di perdere il posto? Gli stipendi continueranno a essere pagati? È possibile salvaguardare l’occupazione mentre si cerca di risanare l’azienda?

Il concordato preventivo è uno degli strumenti più importanti previsti dall’ordinamento per consentire alle imprese in difficoltà di riorganizzarsi e proseguire l’attività.

L’obiettivo non è soltanto soddisfare i creditori secondo un piano sostenibile, ma anche preservare il valore dell’impresa, tutelando posti di lavoro, competenze e continuità operativa.

Il rapporto tra concordato preventivo e dipendenti ruota attorno a un equilibrio delicato: da un lato la necessità dell’azienda di ridurre i costi per salvarsi, dall’altro il rispetto delle tutele che la legge riconosce ai lavoratori. 

Cos’è e come funziona il concordato preventivo

Il concordato preventivo è uno strumento giuridico disciplinato dal Codice della Crisi d’Impresa e dell’Insolvenza (D.Lgs. 14/2019) che consente alle aziende in stato di crisi o di insolvenza di evitare la liquidazione giudiziale e tentare un percorso di risanamento.

Con questa procedura, le società in concordato preventivo presentano ai creditori un piano in cui indicano come intendono soddisfare, evidentemente in parte, i debiti accumulati e garantire la prosecuzione dell’attività.

Una volta depositata la domanda, l’azienda può beneficiare di misure protettive che sospendono o limitano le azioni esecutive dei creditori, ottenendo il tempo necessario per attuare il piano.

Il Codice distingue due grandi finalità (art. 84 CCII): il concordato in continuità aziendale, in cui l’attività prosegue — direttamente, in capo allo stesso imprenditore (continuità diretta), oppure tramite un soggetto terzo a cui l’azienda viene ceduta o affittata (continuità indiretta) — e il concordato liquidatorio, in cui il patrimonio viene liquidato a favore dei creditori.

Nella maggior parte dei casi, tuttavia, la continuità è la soluzione preferibile, perché consente di preservare posti di lavoro, rapporti commerciali e valore economico dell’azienda. È soprattutto in questa prospettiva che il concordato preventivo rappresenta, per i dipendenti, uno strumento di tutela. 

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Concordato preventivo e dipendenti: quali sono le tutele previste?

Una società in concordato preventivo continua di norma a svolgere la propria attività, soprattutto nel concordato in continuità. I dipendenti mantengono il rapporto di lavoro e continuano a svolgere le proprie mansioni secondo le condizioni contrattuali.

Quando si parla di concordato preventivo e dipendenti, è bene chiarire un aspetto: la tutela dei lavoratori non è assoluta, perché l’azienda sta comunque affrontando una crisi. La normativa prevede però diversi strumenti pensati per proteggere il più possibile sia il reddito sia la continuità occupazionale:

  • privilegio e priorità di pagamento. Stipendi arretrati, TFR, ferie non godute, tredicesime e altri crediti di lavoro godono di un privilegio (art. 2751-bis, n. 1, c.c.) che li colloca prima della maggior parte degli altri creditori.
  • Possibile pagamento anticipato degli arretrati. Nel concordato in continuità il tribunale può autorizzare il pagamento di crediti pregressi, compresi quelli dei dipendenti, quando la loro permanenza è funzionale alla prosecuzione dell’attività (art. 100 CCII).Garanzia degli stipendi correnti.
  • Continuità occupazionale. Gli occupati sono tutelati dalle protezioni istituite che favoriscono una continuità serena dopo le turbolenze che hanno portato all’istanza concordataria.
  • Tutela dell’occupazione. La conservazione dei posti di lavoro è uno degli obiettivi del concordato: i piani che favoriscono la continuità e il mantenimento dell’occupazione sono generalmente valutati con favore.
  • Continuità dei rapporti in caso di trasferimento d’azienda. Se l’azienda viene ceduta o affittata per consentirne il rilancio, i rapporti di lavoro possono proseguire con il nuovo soggetto ai sensi dell’art. 2112 c.c., con conservazione di anzianità e diritti maturati. Va però ricordato che, nelle procedure concorsuali, queste tutele possono essere parzialmente derogate tramite accordo sindacale (art. 47, co. 4-bis, L. 428/1990): è spesso proprio questa flessibilità a rendere possibile l’operazione di salvataggio.
  • Rete di protezione del Fondo di Garanzia INPS. In caso di liquidazione giudiziale o di incapienza dell’azienda, il Fondo di Garanzia INPS interviene sul TFR e sulle ultime tre mensilità di retribuzione (queste ultime entro il massimale di legge). L’INPS liquida le somme al lavoratore e si surroga nei suoi diritti verso l’impresa. 

I rischi per i lavoratori durante la procedura

La procedura di concordato preventivo per i dipendenti priva di sacrifici temporanei. Per ridurre i costi e superare la fase critica, l’azienda — d’intesa con le organizzazioni sindacali — può ricorrere agli ammortizzatori sociali e attivare la Cassa Integrazione Guadagni Straordinaria (CIGS). Questo consente di tutelare il posto di lavoro, ma comporta una temporanea riduzione della retribuzione.

Inoltre, se prima del concordato si sono accumulati molti mesi di stipendi arretrati e il giudice non ne autorizza il pagamento immediato, quelle somme possono essere dilazionate secondo quanto previsto dal piano approvato.

Risoluzione concordato preventivo: quali conseguenze?

La risoluzione concordato preventivo (art. 119 CCII) può verificarsi quando l’impresa non rispetta gli obblighi del piano approvato o quando emergono circostanze che ne compromettono l’esecuzione.

È uno scenario con conseguenze rilevanti sia per l’azienda sia per i dipendenti, perché il venir meno dell’accordo può riaprire la situazione di insolvenza e mettere a rischio la continuità.

Per questo è fondamentale costruire sin dall’inizio un progetto di ristrutturazione realistico e sostenibile, supportato da analisi economiche, finanziarie e industriali approfondite. Un piano efficace non si limita a gestire l’emergenza, ma crea le condizioni per una crescita stabile nel tempo.

Il supporto di Enalo Capital

In Enalo Capital, con avvocati e dottori commercialisti nostri partner, affianchiamo imprenditori e aziende nei percorsi di risanamento e ristrutturazione, aiutandoli a individuare le soluzioni più adatte per superare la crisi e preservare il valore costruito negli anni.

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Uniamo competenza tecnica, visione strategica ed empatia verso l’imprenditore, lavoriamo per trasformare le difficoltà in nuove opportunità di sviluppo, garantendo continuità all’impresa e serenità a chi ne fa parte.

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